Il Samsara di Gallipoli rischia la chiusura, in quanto il comune ha revocato la concessione per “mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo per il quale è stata assentita la concessione e per inadempienza degli obblighi derivanti dalla stessa e di quelli imposti dall’ordinanza balneare della Regione Puglia del 2 maggio 2017″. Sostanzialmente viene contestato alla società che gestisce lo stabilimento di aver trasformato il Samsara in una discoteca a cielo aperto.

La storia

Il provvedimento arriva dopo un primo segnale ricevuto durante l’estate. Il 9 luglio scorso il lido salentino fu soggetto ad una multa, giunta a seguito di alcuni controlli effettuati dalla Guardia Costiera, per la violazione dell’Ordinanza Balneare regionale sopra citata. Veniva contestato un “uso difforme del suolo demaniale marittimo”. In particolare la Capitaneria di Porto di Gallipoli ha comunicato al Comune che «giornalmente dalle ore 16 alle 20 vengono organizzate, su porzione dell’area in concessione e, in particolare, su quella porzione adibita alla posa di lettini, attività che violano le norme dell’Ordinanza balneare regionale. In particolare sono sistematicamente programmati interventi di noti dj con emissioni sonore e alte concentrazioni di persone intente a ballare su area demaniale marittima».

“Dalle verifiche si evince l’uso difforme, in orario pomeridiano, del suolo demaniale marittimo destinato alla posa di lettini e ombrelloni”, era scritto nelle contestazioni, specificando che, vista la quantità di gente presente ai beach party, al Samsara “era praticamente impossibile individuare e utilizzare le attrezzature balneari”. Da qui, la richiesta di avviare il procedimento di decadenza del titolo concessorio previsto dall’art. 47, lett. c), del Codice della Navigazione.

Sgomberare l’area

“La società dovrà sgomberare l’area occupata, con il ripristino dello stato dei luoghi”, si legge nella Delibera 2090 del comune di Gallipoli, tramite la quale si revoca la concessione e si impone lo smantellamento dello stabilimento che è diventato il simbolo di un comparto turistico balneare volto all’intrattenimento.

Ecco che il Samsara Beach ora rischia gravemente la chiusura definitiva. Entro 60 giorni il tratto di spiaggia appartenente al lido dovrà essere sgomberato e ripristinato, ma i legali della società “Sabbia d’Oro” (che gestisce lo stabilimento) stanno preparano la difesa ed hanno già annunciato il ricorso al Tar.

I commenti

Uno dei titolari del Samsara ha commentato la notizia su Facebook, rassicurando i turisti sul fatto che lo stabilimento non chiuderà. “Se chiude il Samsara chiude una storia d’amore che dura da più di 10 anni, tra noi e migliaia di famiglie, ragazzi, adulti e bambini che lo amano  – scrive David Cicchella uno dei titolari – chiude un format che, come tutti sanno, ha contribuito in maniera fondamentale a far esplodere il turismo in Puglia e nel Salento. Chiude una spiaggia modello che ha portato creatività, idee, sicurezza, innovazione e nuovi servizi in un settore che fino a qualche anno fa ne era privo”.

“Nessuna infrazione –  ha dichiarato il presidente di Federbalneari Mauro Della Valle – alle 4 ore previste dall’ordinanza balneare. Non solo, gli orari hanno sempre rispettato il Codice della Strada che prevede proprio la fine di tali attività alle 20 per evitare l’abuso di alcol dopo quell’ora. Incredibilmente sanzionati i ragazzi, colpevoli di aver offerto un servizio ai giovani, diventato volano del successo del turismo balneare nel Salento. Iniziativa nata da imprenditori lungimiranti, tant’è che il “modello Samsara” è stato esportato in altre regioni d’Italia ed in Montenegro. Sono stati gli stessi ad aver sottoscritto patti di legalità, ad aver utilizzato e promosso i precursori contro l’abuso di alcol e ad aver partecipato all’operazione spiagge sicure”.