«La riforma delle concessioni balneari sarà rinviata alla prossima legislatura, non possiamo più nasconderlo. E di qualunque colore sarà il nuovo governo, non potrà che introdurre le procedure comparative per gli stabilimenti». Lo ha detto il sottosegretario al Ministero delle infrastrutture Umberto Del Basso De Caro, intervenendo al convegno sulle “Concessioni demaniali marittime” organizzato lunedì scorso a Napoli da I Demanialisti, Studio Legale Cacciapuoti e Mondo Balneare.

«Una volta concluse la manovra fiscale e la legge di bilancio, il Parlamento sarà sciolto e non ci sarà più tempo per fare altro. Volendo essere realisti, ricominceremo a parlare della riforma delle concessioni balneari non prima di luglio 2018». Dalle parole del sottosegretario alle infrastrutture si capisce che non ci sarebbe il tempo necessario per concludere l’iter in aula.

Umberto Del Basso De Caro – Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture

Tirare le somme

Del Basso De Caro hanno tirato le somme di questa difficile partita. «La direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi doveva essere recepita entro il 2009 – ha aggiunto il sottosegretario – ma di rinvio in rinvio siamo arrivati al 2018 senza essere riusciti a varare una riforma più che mai necessaria. Dopo l’abrogazione del diritto di insistenza e l’illegittimità della proroga al 2020, gli operatori non hanno più certezze. Anzi, si stanno accumulando decine di sentenze dei Tar talvolta in contraddizione tra loro». «Il terreno è molto scivoloso – ha infine detto Del Basso De Caro – ma l’ordinamento comunitario prevede le procedure comparative, per cui è inevitabile che queste vengano introdotte».

«L’importante è garantire allo stesso tempo la tutela degli investimenti, il riconoscimento di un indennizzo pari al valore commerciale, il legittimo affidamento e un adeguato periodo transitorio, proprio come intendeva fare la legge-delega. Andando così incontro a quegli imprenditori che in base al precedente regime normativo hanno fatto delle scelte di vita e degli investimenti. Auspico perciò che la prossima legislatura inserisca la questione balneare tra le sue priorità, confrontandosi con tutti gli stakeholders per redigere una riforma seria e condivisa da Regioni e associazioni di categoria».

Fulvio Bonavitacola – Vicepresidente della Regione Campania

Un diritto di prelazione?

La questione è tuttavia ancora apertissima. Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania, ha per esempio proposto durante il convegno di «istituire un diritto di prelazione per quei concessionari che finora hanno dimostrato di saper lavorare bene, e con la condizione di continuare a investire per lo sviluppo del settore».

Analogamente Paola Bovier della Soprintendenza di Napoli ha invitato a «distinguere chi finora ha lasciato la propria spiaggia in degrado da chi invece ha contribuito a salvaguardare e arricchire il territorio. Per i primi è giusto riassegnare la concessione al progetto migliore, per i secondi è ingiusto espropriarli delle loro aziende».

Pietro Spirito – Presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale

Un cambiamento culturale

Si focalizza su un altro aspetto Pietro Spirito, presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, che ha sottolineato: «il cambiamento in atto nelle concessioni demaniali marittime è soprattutto un processo culturale, e come tale implica che gli operatori cambino mentalità. Il che non si può certo fare per decreto».

Un interessante convegno che ha fatto emergere altre voci nell’acceso dibattito sulla riforma delle concessioni balneari. Ciò che di importante è uscito fuori è il concetto che chiunque andrà a governare dovrà comunque varare una riforma tenendo conto dei dettami dati dai trattati europei. Dovrà in pratica prevedere l’obbligo di assegnare tramite concorso pubblico per le proprietà demaniali. Tutto sta nel vedere se il governo che uscirà dal nuovo Parlamento del marzo prossimo sarà in grado di portare a termine una riforma delle concessioni balneari degna di un paese con la tradizione turistica e imprenditoriale come il nostro. Sicuramente la campagna elettorale che incombe sarà caricata di un tema molto scottante.

 

Fonte: Mondo Balneare

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