In tanti si saranno chiesti quanto guadagna lo Stato dalle concessioni demaniali marittime. Ebbene lo Stato italiano nel 2016 ha incassato 103,2 milioni dai canoni demaniali delle spiagge a fronte di un giro d’affari stimato a ribasso in 2 miliardi di euro annui.

Se dividiamo l’introito di 103,2 milioni per le 25.000 concessioni presenti in Italia, i gestori degli stabilimenti balneari  pagano allo Stato in media, 4200 euro, 6 euro all’anno a metro quadrato di litorale. Incredibilmente, rendono di più le spiagge del Nord pur essendo quelle del Sud più fortunate dal punto di vista climatico.

Carlo Calenda – Ministro per lo Sviluppo Economico

I commenti

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda commenta con spirito ironico: “i gestori pagano allo Stato per l’uso demaniale marittimo meno di quanto paga un ambulante per un banchetto 5x3”.

“Il demanio marittimo rende davvero troppo poco”, sbotta Andrea Mazziotti, il deputato più inviso dai gestori e che invoca “maggiore trasparenza e concorrenza”. “La mia proposta – aggiunge – è di obbligare gli stabilimenti a esporre al pubblico quanto pagano per le nostre spiagge”. Mazziotti lancia anche una stoccata al ministero: “I dati del ministero non sono trasparenti. Bisogna attivare un sistema integrato accessibile a tutti che raccolga tutti i dati dei canoni dovuti e pagati allo Stato e agli enti locali dagli stabilimenti balneari. Serve un’operazione trasparenza per evitare speculazioni, rendite di posizione e sprechi. A pagare per lettini e ombrelloni sono i contribuenti. E hanno diritto di sapere quanto incassa lo Stato dal sistema spiagge”.

Andrea Mazziotti – Deputato Indipendente (ex Scelta Civica)

La classifica

Abbiamo visto quanto incassa lo Stato dalle concessioni demaniali marittime, ora vediamo quali Regioni contribuiscono di più. Il contributo più alto lo danno le spiagge del Nord. Stando ai dati forniti dal ministro Padoan, le Regioni che più versano soldi allo Stato per le concessioni sono le regioni del Centro-nord: Toscana (11 milioni e 662 mila), Liguria (11 milioni e 242 mila), Lazio (10 milioni e 431 mila), Veneto (9 milioni e 527 mila), Emilia Romagna (8 milioni e 898 mila) Sardegna (7 milioni e 772 mila). Puglia (7 milioni e 167 mila) e Calabria (5 milioni e 111 mila). La Sicilia è un caso a parte.

Il caso Sicilia

Il tema di mancati o insufficienti guadagni per lo Stato provenienti dalla risorsa spiagge, di bassi costi a favore dei privati, e di scarsa o nulla trasparenza, si arricchisce ora di un nuovo capitolo: per la prima volta il ministro dell’Economia ha reso pubblici gli introiti “del demanio marittimo per il 2016, suddivisi per Regione, in base ai conti dell’Agenzia delle Entrate”. Ed è proprio in conseguenza a questa pubblicazione che scoppia un piccolo caso Sicilia. Infatti i mille chilometri di coste siciliane “rendono” allo Stato appena 81mila euro. Ma in realtà la Sicilia incassa 9 milioni e 442mila euro dai canoni delle concessioni marittime. Questo succede perché lo Statuto regionale siciliano prevede che vengano trattenute in regione la maggior parte delle risorse provenienti dai canoni.

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