La Giunta Regionale della Puglia ha commissariato 23 comuni che non hanno ancora approvato il Piano comunale delle coste. Il provvedimento è stato preso ai sensi della vigente legge regionale n. 17 del 2015, che obbliga i comuni a dotarsi di un piano che regolamenti le attività della costa.

La Giunta ha seguito un criterio oggettivo, provvedendo ad individuare 23 comuni sotto i 10mila abitanti e con meno di 20 km di costa. Rodi Garganico invece, era stato già commissariato a giugno 2017.

I comuni inadempienti e quindi commissariati sono:

  1. Alliste
  2. Andrano
  3. Cagnano Varano
  4. Castrignano del Capo
  5. Castro
  6. Chieuti
  7. Diso
  8. Gagliano del Capo
  9. Ischitella
  10. Leporano
  11. Maruggio
  12. Mattinata
  13. Melendugno
  14. Morciano di Leuca
  15. Peschici
  16. Salve
  17. Santa Cesarea Terme
  18. Serracapriola
  19. Torchiarolo
  20. Torricella
  21. Vernole
  22. Vico del Gargano
  23. Zapponeta

La posizione di Federbalneari

Federbalneari Salento, dalla bocca del presidente Mauro Della Valle, commenta critica nel merito il provvedimento della regionale: «Federbalneari auspica un’immediata reazione di responsabilità dei primi cittadini. Certo, la logica del commissariamento non rispecchia proprio alla pari l’impostazione della legge regionale, basata cioè non sui confini amministrativi bensì sulle unità fisiografiche. Ma speriamo comunque che chi sarà chiamato a decidere sul futuro delle imprese balneari lo faccia per le nuove aziende e non per quelle esistenti. Su questa disparità si basa proprio il nostro ricorso sull’annullamento del Piano delle coste pugliesi, che ci vedrà davanti al Tar di Bari il prossimo giugno». «Il litorale sabbioso pugliese – conclude Della Valle – non è più quello fotografato nel 2012. Con i piani comunali della costa senza una ricognizione aggiornata dello stato di salute delle spiagge, si rischia di concedere nuove concessioni dove manca la sabbia e revocarne dove invece il mare in sei anni ha ristabilito un equilibrio naturale».