I maxi canoni chiesti dal Demanio tramite il comune di Pisa per gli stabilimenti del litorale di competenza sono illegittimi. Così ha decretato il Tar di Firenze dopo il ricorso di alcuni imprenditori balneari. Nel contempo il Consiglio di Stato ha dichiarato legittimi i maxi canoni chiesti dal Comune di Gaeta agli stabilimenti balneari del golfo. 

Le storie

L’Agenzia del Demanio aveva deciso di applicare sulle strutture “di difficile rimozione” dei nuovi canoni calcolati sui valori Omi (Osservatorio mobiliare italiano). Le parti in muratura dello stabilimento, quelle adibite a bar o ristorante, vengono considerate come dei pubblici esercizi normali, e quindi dello stesso valore. Alcuni degli aumenti erano da capogiro: fino al 400%. Agli stabilimenti più grandi si arrivò a chiedere più di 100.000 euro di canone annuo.

Ricorsi e sentenze

Gli operatori hanno deciso così di fare ricorso in massa, anche grazie all’assistenza legale degli avvocati Alberto Giovannelli (Confcommercio) e Giuseppe Toscano (Confesercenti Toscana Nord).

È stata una delle regole che l’Europa ci contesta a salvare questo gruppo di balneari, cioè il rinnovo automatico delle concessioni. Il Tar ha dichiarato illegittimi questi maxi canoni, in diverse occasioni negli ultimi mesi, perché le concessioni demaniali vengono rinnovate automaticamente alla loro scadenza, e questo comporta una prosecuzione di fatto del rapporto tra Demanio e concessore. Secondo il Tar della Toscana, la non interruzione della concessione va ad impedire il ricalcolo del canone.

«La concessione rinnovata si riallaccia, quindi, alla precedente senza alcuna soluzione di continuità costituendone la prosecuzione – si legge in una sentenza del dicembre scorso – che non può nemmeno essere impedita dall’invio di una disdetta da parte del concedente».

A Gaeta il canone costa caro

È andata peggio invece ad una decina di imprenditori balneari del Lazio: nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha infatti confermato la cosiddetta “alta valenza” per le spiagge di Gaeta, decretando così la legittimità dei maxi canoni che stanno pagando gli operatori balneari gaetani. In questo caso però, non sono stati applicati i valori Omi. 

I ricorrenti chiedevano di sospendere i provvedimenti regionali e comunali che hanno definito i lidi del golfo di Gaeta come di “alta valenza”, ma i giudici hanno dato ragione agli enti locali. Già il Tar del Lazio, precedentemente, aveva considerato come legittima la presa di posizione del Comune che era perfettamente all’interno dell’inquadramento legislativo regionale.