Durante la seduta del Consiglio Regionale della Liguria del 31 ottobre sono state approvate due nuove leggi cosiddette “salva balneari”, come aveva anticipato l’assessore regionale al Demanio Marco Scajola alla fiera Sun di Rimini.

Le nuove leggi

Due leggi che puntano, da un lato, a qualificare le imprese della categoria e, dall’altro, a introdurre maggiore chiarezza nel settore. La nuova legge “Qualificazione e tutela dell’impresa balneare ligure” si propone di mettere in campo una serie di azioni per la tutela e la promozione delle imprese, partendo dall’introduzione di una disciplina ad hoc, fino alla realizzazione di un marchio di qualità che le qualifichi come realtà radicate nel territorio. La seconda legge, “Disciplina delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative” porterà maggiore chiarezza al settore nell’ambito della durata delle concessioni demaniali marittime, prevedendo l’estensione della durata delle attuali concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative per trent’anni, riconoscendo anche il principio del legittimo affidamento, e andando a toccare i procedimenti di selezione, le forme di pubblicità delle procedure di assegnazione, ma anche requisiti di partecipazione, criteri di comparazione delle istanze, di affidamento in gestione e di subingresso. Eventuali aste e procedure comparative, secondo la legge ligure, non riguarderanno le concessioni in essere ma solo nuove iniziative imprenditoriali su aree ancora disponibili.

I commenti

Il Presidente della Regione Giovanni Toti afferma entusiasta: “oggi diamo un segnale importante al Governo sul fronte dell’autonomia delle regioni: la legge sui balneari che abbiamo votato in Consiglio regionale, con il riconoscimento della specificità della categoria, il prolungamento delle concessioni e la messa a disposizione di nuovi spazi di arenili, è un giusto compromesso di come debba essere affrontata l’applicazione di una direttiva europea, la Bolkestein, in Italia che rischia di essere molto penalizzante per i balneari”.

Anche Cristiano Tomei, responsabile di CNA Balneatori è soddisfatto: “il 4 maggio, il 5 ottobre e stamane in Regione Liguria, così come precedentemente in Abruzzo, abbiamo fortemente sostenutola legge sul legittimo affidamento e in questo contesto anche con i 30 anni di estensione per le attuali concessioni demaniali marittime. Un importante risultato e un’istanza sindacale messa in campo dalla prima ora da CNA Balneatori per scongiurare aste ed evidenze pubbliche”.

«Le leggi, approvate oggi in consiglio regionale con una larga condivisione, puntano a valorizzare il nostro settore, riconoscendone unicità e tipicità. Ora ci aspettiamo che il parlamento ne tenga conto». È questo il commento di Gianni Canale, coordinatore Oasi-Confartigianato Liguria, a margine del consiglio regionale di oggi che ha approvato a larga maggioranza le due proposte di legge riguardanti le imprese balneari liguri.

“Siamo i primi – afferma Marco Scajola – a entrare con una nostra legge nel tema del principio della proroga trentennale e del legittimo affidamento delle imprese balneari a chi da anni li gestisce”.

La critica

Più critico il Movimento 5 Stelle che dalla bocca del portavoce Fabio Tosi esprime contrarietà all’iniziativa regionale, “la proposta di legge 157 Scajola-Vaccarezza sulle concessioni demaniali è non solo in palese contrasto con le normative europee relative ai servizi del mercato europeo comune, ma oltrepassa di gran lunga le competenze regionali e si avvia verso una nuova, prevedibile, impugnazione da parte della Corte costituzionale. Invece di affrontare seriamente il problema, Toti e la maggioranza di centrodestra hanno preferito la facile propaganda, a caccia di un pugno di voti, prendendo in giro le tante micro e piccole imprese balneari liguri”

Questi due provvedimenti vanno a tutelare un patrimonio locale di grande valore. La domanda più ricorrente è se, in seguito a tale decisione, anche le altre Regioni seguiranno il medesimo percorso.

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