Si è svolto lunedì scorso a Grosseto, nella sala conferenze della Cna, un incontro a tema balneare in vista delle imminenti elezioni politiche, per conoscere le posizioni di vari candidati al Parlamento. Si è parlato della Bolkenstein e di come risolvere la questione balneare. I rappresentanti di Cna balneatori hanno incontrato alcuni candidati al Parlamento presentando le proprie istanze e ascoltando le risposte della politica.

All’incontro hanno partecipato Mario Lolini, per la coalizione di centrodestra, Leonardo Marras e Silvia Velo per il centrosinistra, Donella BoncianiGregorio De Falco Francesco Berti del Movimento 5 Stelle, Gino Tornusciolo e Gian Piero Joime per Casapound e Catia Sonetti di Liberi e Uguali. E ancora, per i partiti a sostegno, Elisabetta Ripani (Forza Italia), Olga Ciaramella (Noi con l’Italia), Francesco Giorgi e Graziano Cipriani (Lista Insieme). 

Cosa chiede Cna balneatori

Cna chiede un impegno per mandare a gara solo le nuove concessioni demaniali e confermare quelle esistenti, secondo il legittimo affidamento e tenuto conto degli investimenti effettuati (come aveva già chiesto durante l’assemblea dei balneari di Rimini dello scorso ottobre).

«Le richieste di Cna possono essere legittimamente sostenute – ha detto Anna Rita Bramerini, direttore di Cna Grosseto – come dimostra uno studio presentato di recente all’Europarlamento. Con l’incontro di oggi abbiamo voluto sollevare una questione importante per l’economia del territorio e chiedere ai candidati al Parlamento di farsene carico». 

Il legittimo affidamento è citato anche dall’articolo 17 della Carta di Nizza. Ed è questo lo strumento che l’associazione intende usare come volano per far valere e tutelare il lavoro di migliaia di imprese balneari che hanno investito sui loro stabilimenti, certi del rinnovo automatico della concessione.

«Vogliamo che il prossimo Governo garantisca la continuità aziendale, secondo il principio del legittimo affidamento – ha affermato Cristiano Tomei, portavoce nazionale di Cna Balneatori – e si muova su una sorta di doppio binario, lavorando cioè sulle modalità di concessione degli arenili liberi e, al contempo, tutelando il lavoro di quanti da anni operano nel settore e hanno investito confidando nella riconferma della concessione». 

Le posizioni dei candidati

«C’è bisogno di una nuova legge demaniale che tenga conto della realtà esistente – ha detto Leonardo Marras – una legge dello Stato che sia in grado di differenziare anche tra regione e regione, perché la situazione della Toscana è molto diversa rispetto a quella di altre zone d’Italia». 

Si esprime similmente Mario Lolini: «Il nuovo Governo dovrà trovare una soluzione confacente alle esigenze del settore, per proteggerlo, darle fiato, come è già accaduto in Spagna e Portogallo. Le proroghe non servono. Serve invece una soluzione definitiva. Poi, in questo quadro, operino le regioni». 

La proposta del Movimento 5 stelle è stata presentata dalla candidata Donella Bonciani, avvocatessa. «Se andiamo al Governo faremo una nuova legge demaniale da portare in Europa per far valere le ragioni dell’Italia. Gli imprenditori presenteranno proposte e li ascolteremo». Bonciani dopo aver dipinto il quadro normativo ha parlato «di un sistema di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali a fini turistico-ricreativi».

«La direttiva Bolkestein deve essere rispettata – ha detto Catia Sonetti (LeU) – e potrà essere aggiustata per trovare la sintesi migliore”.

«Noi siamo per l’uscita dall’Unione Europea – ha concluso Gino Tornusciolo (Casa Pound) e quindi siamo per non rispettare alcuna direttiva. Vorremmo delle concessioni trentennali come accade in Spagna e il cosiddetto doppio binario».