Fallita riforma del settore balneare. Il testo della riforma del settore balneare è considerato ormai lettera morta da tutti, e ognuno, come sempre accade nel gioco della politica, tira acqua al proprio mulino. Questa situazione dà ragione a chi già diceva da giorni che la riforma non sarebbe passata.

Il centrodestra rivendica il merito di essere riuscito a stoppare l’iter legislativo della riforma, affermando addirittura che cancelleranno la Bolkestein. Il Pd accusa l’opposizione di ostruzionismo e rinfaccia al centrodestra di non aver fatto abbastanza quando erano al governo. Il Movimento 5 Stelle accusa il governo di non aver rispettato l’impegno di riformare le spiagge. 

Paola Pelino (FI)

Maurizio Gasparri (FI)

Deborah Bergamini (FI)

L’abbiamo affossata noi

In un comunicato congiunto Maurizio Gasparri, Deborah Bergamini e Paola Pelino si prendono il merito dell’affossamento della legge per il riordino del settore balneare. «Abbiamo detto per anni che una legge iniqua a danno delle imprese balneari non si sarebbe fatta. Bisogna cancellare la Bolkestein e l’ipotesi delle gare, non distruggere un settore produttivo, fondamentale per l’economia italiana – sostengono i tre forzisti, che continuano – hanno condiviso con noi questa battaglia altre organizzazioni come Federturismo Confindustria – Assobalneari Italia e ITB. Speriamo che le altre organizzazioni, con le quali abbiamo comunque dialogato per anni, prendano atto della nostra vittoria che è la vittoria degli imprenditori liberi e delle loro famiglie a cui il governo invece voleva togliere il lavoro e cancellare anni di sacrifici e investimenti».

«Quando avremo vinto le elezioni andremo a Bruxelles per eliminare la direttiva Bolkestein per alcuni settori, in particolare le imprese balneari e il commercio ambulante, e per restituire dignità e speranza alle imprese e ai lavoratori italiani mortificati da questa sinistra».

Tiziano Arlotti (PD)

Centrodestra irresponsabile e smemorato

Questa fallita riforma del settore balneare fa arrabbiare il deputato PD Tiziano Arlotti, relatore del ddl in questione che non le manda a dire e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Mercoledì, in commissione, la proposta del Pd di procedere all’esame della legge delega sul riordino delle concessioni demaniali passando subito alla sua approvazione e rinunciando agli emendamenti non è stata accolta dagli altri gruppi (Forza Italia, Mdp, Lega, M5S e altri), che hanno invece proposto una lunga serie di audizioni», ha dichiarato Arlotti.«È stata gettata la maschera: ora tutti sanno chi voleva dare una risposta equilibrata ai problemi del settore balneare, e chi invece vuole raccontare ancora favole».

«La parte politica che con l’ostruzionismo ha affossato la possibilità di un rapido esame e della definitiva approvazione del provvedimento, strumentalizzando l’illusione di ulteriori proroghe ad oltranza, è proprio quella che ha creato il danno originale ai balneari. Quando infatti il centrodestra era al governo con Berlusconi, anziché aprire un negoziato con l’Europa l’esclusione del comparto balneare dalla direttiva Bolkestein finché si era in tempo, ha preferito non risolvere il problema e concedere proroghe, incassando due procedure di infrazione».

Gianluca Castaldi (M5S)

Governo inaffidabile e incapace

Il Movimento 5 Stelle per bocca dell’attuale portavoce Gianluca Castaldi se la prende col governo per la fallita riforma del settore balneare e si carica di responsabilità verso i cittadini. «Il governo non ha mantenuto l’impegno di riformare una volta per tutte la normativa sulle concessioni demaniali marittime. A farne le spese saranno sia i concessionari delle spiagge, sia i cittadini che ne usufruiscono, lasciati in balia di un caos normativo la cui soluzione è rimandata al dopo elezioni. 

Da un lato il Movimento 5 Stelle fa opposizione in modo costruttivo, proponendo emendamenti per migliorare una legge fatta male, emendamenti pensati non nell’ottica di fare un favore a questa o quella lobby, ma semplicemente nell’interesse dei cittadini. Dall’altro lato, una maggioranza inaffidabile e incapace si chiude a ogni forma di dialogo, pretendendo non di governare, ma di comandare. Inaffidabile perché non rispetta la parola data. Incapace perché vuole imporre una legge così com’è, senza accettare alcuna modifica, per poi scoprire di non avere i numeri per farla passare e mandare tutto all’aria. Quest’ennesimo fallimento, dimostra che questo Paese non si cambia con velleitari colpi di mano a poche settimane dalle elezioni, bensì con il lavoro di tutto il Parlamento, non solo della maggioranza, e con l’ascolto delle parti sociali coinvolte. Ancora una volta mi ritrovo a dirlo: difendere i cittadini sarà compito del M5S quando andrà al governo» 

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