È stato approvato oggi, giovedì 26 ottobre 2017, dalla Camera dei Deputati con 173 voti favorevoli, 82 contrari e 41 astensioni il disegno di legge n. 4302 sul riordino delle concessioni demaniali marittime.

La legge è il frutto del lavoro delle commissioni parlamentari VI e X, che hanno fatto un lavoro di audizione di tutti gli attori in causa durato circa otto mesi. L’iter infatti era partito a fine gennaio di quest’anno quando il governo ha presentato un disegno di legge delega per il riordino del settore. Il disegno di legge iniziale, molto scarno e con indicazioni generali è stato arricchito con degli elementi importanti, che molti parlamentari hanno accolto con entusiasmo, ma che altri, insieme ad una pluralità di operatori balneari vedono come una mannaia mortale.

La direttiva servizi del 2006, cosiddetta Bolkestein, è stata pensata per garantire il libero mercato e la parità di condizioni di tutti i cittadini dell’Unione Europea: è questa la causa di tutto il trambusto degli ultimi undici anni. La direttiva, tra l’altro, prevede che le concessioni di beni demaniali siano scandite da evidenze pubbliche con cadenza definita dai singoli paesi. L’Italia per questo era già stata redarguita dall’UE in quanto per le concessioni demaniali marittime adottava una modalità di rinnovo automatico, contraria al diritto europeo e al principio del libero mercato.

Dopo che svariati governi nazionali e regionali hanno ignorato la questione, o che l’hanno affrontata con delle proroghe col fine di procrastinare il problema(poi puntualmente dichiarate illegittime), il governo guidato da Paolo Gentiloni ha deciso di affrontare di petto la questione appunto a gennaio di quest’anno. La volontà del governo è di evitare che le concessioni vadano ad evidenza pubblica subito, senza nessun adeguamento della direttiva in base alle condizioni preesistenti. Così sono stati inseriti i seguenti principi giuridici a garanzia degli attuali concessionari: un periodo transitorio prima dell’istituzione delle procedure di gara, il riconoscimento economico del valore commerciale delle aziende, il legittimo affidamento e un punteggio premiante per chi dimostra di avere esperienza professionale nel settore nel momento in cui si terranno le gare.

Gli esponenti del centrodestra si sono dichiarati contrari nel merito e nel metodo di questo provvedimento, perché non credono che la delega al governo sia utile in questo periodo pre-elettorale, in quanto il governo secondo il loro punto di vista andrebbe a negoziare in ogni regione l’attuazione di questa direttiva in base ai criteri dati dal Parlamento, non con lo spirito che servirebbe e cioè del perseguimento del bene comune, ma con spirito di massimizzazione del ritorno elettorale.

Gli esponenti della maggioranza a loro volta, criticano i forzisti e leghisti che dal loro punto di vista sono colpevoli di aver agito con lo stesso metodo durante il terzo governo Berlusconi tramite il ministro Fitto che portò in Parlamento una legge per delegare il Governo a riordinare le concessioni demaniali marittime, ma senza i principi giuridici a garanzia delle imprese che sono presenti nella legge oggi approvata.

Con questa approvazione la palla passa al Senato, che nel caso in cui approverà la legge senza effettuare modifiche al testo, darà l’autorizzazione al Governo ad emanare entro tre mesi i decreti attuativi necessari all’implementazione vera e propria della legge.

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