Il Governo ha inserito tra le pieghe del decreto fiscale, collegato alla legge di Bilancio, la proroga della concessione per i Gratta e Vinci a Lottomatica.

La proroga

Viene concesso all’operatore il rinnovo (per altri nove anni) senza gara nonostante l’Unione Europea preveda che questo tipo di servizi debbano essere oggetto di una competizione. Lo dice anche una sentenza del Consiglio di Stato del 2010, che aveva dato ragione a Sisal dopo la prima gara per la vendita del biglietto fortunato più famoso d’Italia.

 

I numeri

La concessione prevede un pagamento allo Stato di 800 milioni, 50 subito e 750 l’anno prossimo. E ipotizza persino un sistema multi-concessorio in cui potrebbero essere fino a 4 gli operatori interessati.

Il Gratta e Vinci è una gallina dalle uova d’oro. Ha un giro d’affari che tocca i nove miliardi all’anno. Per l’erario l’incasso è di circa 1,4 miliardi, cioè il 15% del giocato. Moltiplicato per nove significa un gettito erariale di 12,3 miliardi. Inoltre lo Stato incassa anche le tasse relative agli utili del concessionario e della rete dei punti vendita, che valgono circa 200 milioni.

Gli altri casi

Negli stessi giorni in cui concede il rinnovo automatico a Lottomatica, il governo regala 30 anni di proroga della concessione A22 del Brennero alle province autonome di Trento e Bolzano e alla Regione Trentino-Alto Adige. E si prodiga per incrementare di altri 4 anni, dal 2038 al 2042, la già lunghissima concessione dell’Autosole e degli altri più di mille chilometri della rete Autostrade per l’Italia-Aspi della famiglia Benetton. Con pari sforzo il governo si spende per accontentare la famiglia Gavio che gestisce le autostrade del nord-ovest.

Lo stesso trattamento non è riservato agli imprenditori balneari, pur trattandosi di un settore analogamente normato dall’UE, che presumibilmente non saranno per niente contenti di apprendere quest’ultima notizia. Il Governo rischia di esasperare i rapporti coi balneari con questa disparità di trattamento, se la normativa UE deve essere rispettata alla lettera dai balneari allora è giusto che lo sia anche per gli altri settori dei servizi che ricadono sotto le stesse normative concorrenziali europee.

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