Oggi siamo in Versilia, più precisamente a Marina di Pietrasanta, per raccontarvi uno dei bagni storici più caratteristici della zona: Bagno Maria, e il suo gestore Giancarlo Micheli.

Come comincia la storia di Bagno Maria?

Lo stabilimento è stato costruito nel 1948, dopo che il Presidente della Repubblica Gronchi ha dato la concessione alle Suore Carmelitane Scalze di Modena che l’hanno usato come colonia marina fino alla fine degli anni ’70. Poi la gestione è passata alla fondazione religiosa Auxilium, sempre di Modena, che lo ha utilizzato ancora come colonia marina per i bambini.

La gestione a quei tempi funzionava come oggi?

Qui in Versilia storicamente i proprietari degli stabilimenti venivano aiutati nella gestione da alcune famiglie del luogo, che vivevano proprio all’interno degli stabilimenti balneari in degli annessi adibiti ad abitazione.

Come sei diventato un balneatore?

Io sono un restauratore e avevo fatto dei lavori nella chiesa di Modena, così sono venuto in contatto con la fondazione Auxilium. Poi ho rilevato lo stabilimento, nel 2003, dopo che era stato lasciato in abbandono per un periodo.

Dopo due anni di lavori, nel 2005, ho finalmente aperto come stabilimento balneare a tutti gli effetti, non più come colonia marina.

Che tipo di lavori hai fatto? Quale spirito ti ha guidato?

Essendo restauratore ho avuto un approccio particolare nei confronti dell’edificio. Ho voluto salvare l’esistente per salvaguardare un caratteristico stabilimento del luogo con le sue peculiarità, che poteva essere un’attrattiva turistica originale rispetto alle altre località balneari.

Questo ci sembra un bell’approccio. È andato tutto liscio?

In realtà le amministrazioni comunali non sono state di grande aiuto. Ho chiesto un’audizione in commissione urbanistica per spiegare il mio progetto, ma non mi è stata mai concessa. In generale tutti spingevano per la demolizione e la ricostruzione “per far girare l’economia”, dicevano. Ma alla fine ho fatto come dicevo io, ho fatto un restauro fedele all’originale.

Molti associano il nome Bagno Maria al personaggio di Mario il bagnino interpretato da Giorgio Panariello.

Beh in effetti lo stabilimento è andato alla ribalta nazionale con il film di Panariello, e ne sono molto felice.

 

Quali sono stati i momenti più difficili della tua carriera da balneare?

Dopo la crisi economica generale e dopo la recezione da parte dell’Italia della direttiva Bolkestein, più o meno dal 2008 in poi, la situazione è peggiorata parecchio. Le banche hanno diminuito il credito a causa della situazione precaria generata dalla direttiva europea.

Da lì sono partite le battaglie, una delle quali è la richiesta che l’Italia faccia come la Spagna e altri paesi costieri che hanno attenuato gli effetti della Bolkestein, garantendo agli attuali gestori un’entrata in vigore della direttiva graduale e proporzionata alla situazione esistente.

In che modo ti colpirebbe in particolare l’attuazione di questa direttiva?

La mia situazione è particolare in quanto lo stabilimento era progettato per far sì che la famiglia che lo gestiva potesse anche viverci, e io ci vivo ancora oggi. Sarebbe tragico per me perdere d’un colpo solo casa e attività lavorativa.

Questa direttiva va a favorire le grandi imprese che già da ora hanno iniziato lo sciacallaggio sulle concessioni in cui i gestori hanno difficoltà a pagare il canone demaniale, e offrono cifre ridicole per l’acquisizione della concessione, quando fino a pochi anni fa queste valevano centinaia di migliaia di euro, in alcuni casi anche oltre il milione, in base al giro d’affari che aveva.

Grazie per il tempo che ci hai concesso, e buon lavoro.

Grazie a voi, spero di vedervi presto qui a Pietrasanta.

 

 

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